Corporate Responsability

I consumatori chiedono sostenibilità. Come rispondono le aziende?

La ricerca del Capgemini Research Institute evidenzia una forte correlazione tra la sostenibilità e i benefici per il business, come l’aumento di fidelizzazione dei clienti e del valore del brand, ma ci sono ancora diversi ostacoli da superare come elevare la sostenibilità a fulcro della strategia aziendale

20 Gen 2021

Redazione ESG360

Insieme a governi, gruppi di interesse pubblico, investitori, concorrenti e dipendenti, anche i consumatori chiedono un futuro più sostenibile, più rispettoso dell’ambiente, più socialmente responsabile e nello stesso tempo più economicamente inclusivo. Non a caso, la sostenibilità è un criterio a cui i consumatori associano sempre più importanza nella decisione di acquisto: il 79% sta modificando le proprie preferenze in base a criteri di responsabilità sociale, inclusività o impatto ambientale. Inoltre, il Covid-19 ha aumentato la consapevolezza e l’impegno dei consumatori, tanto che il 67% presterà maggiore attenzione alla scarsità delle risorse naturali, mentre il 65%, nella “nuova normalità” farà più attenzione all’impatto dei propri consumi. Ma come rispondono le organizzazioni? 

L’impatto della sostenibilità sulle scelte dei consumatori finali

Il reportConsumer Products and Retail: How sustainability is fundamentally changing consumer preferencesdel Capgemini Research Institute ha analizzato l’impatto della sostenibilità sui modelli di acquisto di 7.500 consumatori in tutto il mondo e il grado di comprensione delle aspettative degli stessi da parte delle aziende che si occupano di beni di consumo e vendita al dettaglio. Sono stati intervistati anche 750 dirigenti di aziende CPR per ottenere maggiori informazioni sulla maturità, le priorità e le prospettive di sostenibilità. 

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“Finora molte organizzazioni hanno ritenuto la sostenibilità solo un elemento accessorio, ma se inserita nella mission di un’organizzazione, la sostenibilità ha il potenziale per cambiare completamente il rapporto tra l’azienda e i suoi clienti e partner. La pandemia ha accresciuto il desiderio globale di autenticità e responsabilità spingendo le aziende a concentrarsi sul cambiamento. Per questo il nostro consiglio è quello di rendere la sostenibilità il fulcro della strategia aziendale” commenta Eraldo Federici, Manufacturing, Consumer Product, Retail&Distribution Director di Capgemini Business Unit Italy. 

I consumatori credono in prodotti e aziende sostenibili 

La sostenibilità sta influenzando le abitudini di acquisto di oltre la metà della popolazione: il 53% dei consumatori e il 57% delle persone di età compresa tra 18 e 24 anni ha iniziato ad acquistare prodotti di marchi meno conosciuti, ma più sostenibili. Più della metà degli intervistati (52%) ha un legame emotivo con prodotti o aziende ritenuti sostenibili, mentre il 64% si sente meglio acquistando prodotti sostenibili (percentuale che raggiunge il 72% nella fascia d’età 25-35 anni). 

Le aziende attive nel settore CPR hanno compreso anche i benefici che la sostenibilità apporta in termini di relazione con i clienti: secondo il 77% la sostenibilità porta a un aumento della fedeltà dei clienti, mentre per il 63% si traduce in un aumento di valore per il brand. 

Occorre più formazione e informazione sulla sostenibilità 

Nonostante la volontà di essere sostenibili, esiste un divario tra quello che i consumatori pensano di sapere e quello che realmente sanno sulla sostenibilità: il 78% non è consapevole che sono necessari 1.000 litri ‘’acqua per produrre una barretta di cioccolato, mentre il 68% non sa che un hamburger produce più emissioni di un tragitto di 15 km percorso con un’automobile di grandi dimensioni. Ma il 68% dei consumatori, una volta informato sulle questioni relative alla loro sostenibilità, è disposto ad acquistare alternative più sostenibili 

Questo divario di conoscenza esiste anche tra retailer e produttori, i quali credono che i propri clienti siano molto più preparati sull’argomento. Il 65% dei dirigenti afferma che i propri consumatori sono perfettamente consapevoli delle proprie iniziative di sostenibilità, mentre il 49% dei consumatori afferma di non avere a disposizione informazioni su cui fare affidamento per verificare la sostenibilità dei prodotti e il 44% di non fidarsi delle stesse. 

Change Management: mettere a valore la sostenibilità 

Il 75% delle organizzazioni è convinto di possedere strategia, infrastrutture e risorse necessarie per sostenere gli sforzi in tema di sostenibilità e di circular economy. Meno di un quarto delle stesse è tuttavia riuscito a implementare iniziative concrete a livello aziendale.  

Le iniziative più comuni riguardano l’introduzione di politiche del lavoro equo e condizioni di lavoro sicure, con il 48% delle aziende che è riuscito a portarle su larga scala. Al contrario, nell’area dell’IT sostenibile, che comporta la riduzione dell’impatto della digital footprint (ad esempio attraverso l’efficienza energetica nei data center), la scalabilità è di appena il 18%. 

Inoltre, nonostante la pandemia abbia fatto emergere una rinnovata attenzione verso l’economia circolare, solo il 18% dei dirigenti ha effettuato investimenti in iniziative in questo ambito e solo il 35% prevede di impiegare risorse in questo settore nei prossimi tre anni. 

Secondo Pia Heidenmark Cook, Chief Sustainability Officer di Ingka Group “Una delle sfide che diverse organizzazioni devono affrontare è rappresentata dal change management. Molte organizzazioni ritengono che la sostenibilità sia costosa e non si rendono conto del fatto che alcune iniziative, come la riduzione degli sprechi o l’efficienza energetica, porteranno a una riduzione dei costi operativi. Quindi, il principale ostacolo è rappresentato dalla gestione del cambiamento, che per avere successo deve implementare alcune pratiche come mettere in evidenza i casi di successo, spiegare perché la sostenibilità è un fattore fondamentale e spingere le persone a capire che può fare la differenza“. 

Best practices per la sostenibilità a favore del business 

Alla fine il report di Capgemini identifica quattro best practice per accelerare l’adozione di programmi di sostenibilità sul lungo periodo. 

Innanzitutto, occorre da un lato, educare i consumatori e responsabilizzare i dipendenti verso l’adozione di pratiche sostenibili, dall’altro che le organizzazioni valorizzino la sostenibilità dei propri prodotti, aumentando la consapevolezza sull’impatto ambientale di molti di questi. 

È poi importante che le organizzazioni riconducano i casi di utilizzo della tecnologia ai più ampi obiettivi di sostenibilità dell’organizzazione, di modo da garantire un ROI misurabile e che si dotino di una solida governance per sviluppare la propria strategia di sostenibilità in tutte le divisioni aziendali, supervisionare i processi di definizione degli obiettivi e di reporting e rafforzare le relazioni con gli stakeholder esterni. 

Infine, è proficuo instaurare collaborazioni basate sulla sostenibilità all’interno del proprio network per creare impegni condivisi e ridurre gli impatti ambientali e sociali profondamente radicati nelle supply chain dell’intero settore in cui si opera. 

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