Green Finance

Finanza sostenibile: ecco cos’è in sette strategie

Non soltanto rendimenti economico-finanziari, ma anche vantaggi socialmente condivisi, tenendo conto dei criteri ESG, e quindi dei fattori ambientali, sociali e di buon governo. Questi i principi della finanza sostenibile, promossi anche dalla Sustainable Financial Strategy 2.0 della UE

04 Mar 2021

“Fare finanza sostenibile significa realizzare, accanto a un rendimento economico-finanziario, anche un vantaggio socialmente condiviso, grazie alla riduzione dei rischi ambientali e delle disuguaglianze”. E’ questa la definizione di finanza sostenibile e delle sue sette strategie su un vademecum pubblicato a novembre 2020 da Abi, che ha realizzato il paper in collaborazione con le principali associazioni per la difesa dei diritti dei consumatori.  “Nell’adozione delle decisioni di investimento – prosegue il documento – la finanza sostenibile tiene, dunque, conto dei fattori ambientali, sociali e di buon governo (Environmental, Social, Governance – ESG), in una logica di più lungo periodo”.

Quali sono le motivazioni della finanza sostenibile

Quando si parla di criteri ESG, nello specifico, le considerazioni ambientali si riferiscono alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, nonché all’ambiente in senso lato e ai relativi rischi, come ad esempio le catastrofi naturali. Le considerazioni sociali riguardano i problemi di diseguaglianza, inclusività, rapporti di lavoro, investimenti nel capitale umano e nelle comunità. Infine, la governance fa riferimento alle istituzioni pubbliche e private, comprese le strutture di gestione, alle relazioni con i dipendenti e ai criteri di remunerazione dei dirigenti, nell’ottica di garantire l’inclusione di considerazioni sociali e ambientali nel processo decisionale.

WHITEPAPER
Infografica Form Hubspot Lorem ipsum dolor sit amet
Amministrazione/Finanza/Controllo

Il concetto di finanza sostenibile è stato formulato ufficialmente per la prima volta poco meno di 15 anni fa, e nel corso del tempo ha acquisito un’importanza sempre più grande.

Uno degli strumenti della finanza sostenibile è l’investimento sostenibile e responsabile, che ha l’obiettivo di creare valore per l’investitore e per la società, guardando al medio-lungo periodo e valutando aspetti finanziari, ambientali, sociali e di buon governo.

Quali sono gli investimenti sostenibili

Scegliere gli investimenti sostenibili vuol dire essenzialmente privilegiare gli emittenti più responsabili all’interno di un universo, una categoria, un settore o una classe, oppure concentrarsi su uno o più aspetti, dai cambiamenti climatici all’efficienza energetica, soltanto per fare due esempi. E’ possibile farlo selezionando gli investimenti che rispettano le norme e gli standard internazionali, come quelli che nel corso del tempo sono stati definiti dall’Ocse o dalle nazioni Unite. Uno dei principi della finanza sostenibile è quello di valorizzare il dialogo con le imprese su temi legati alla sostenibilità, anche nella veste di azionisti, per contribuire a influenzare positivamente i comportamenti delle compagnie.

Il ruolo delle banche

Se poi si sposta l’attenzione sulle attività messe in campo dalle banche per la finanza sostenibile, si possono citare l’offerta di prodotti e servizi pensati per andare incontro alle esigenze di sostenibilità della clientela, come i finanziamenti erogati per favorire l’acquisto di case ad alta efficienza energetica o per interventi di riqualificazione che mirano al miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili, o come i prodotti di investimento dedicati alla sostenibilità, come i fondi comuni ESG e le obbligazioni verdi.

Gli “operatori di finanza sostenibile”, che sono regolati dal Testo Unico Bancario, si distinguono per il rispetto di specifici requisiti di governance partecipativa, politica del credito, trasparenza, limiti nelle differenze retributive interne e reinvestimento dei profitti nell’attività. In definitiva la finanza sostenibile coinvolge a vario titolo, oltre alle banche, anche le imprese, gli operatori finanziari, gli intermediari attivi nella consulenza agli investimenti, i consumatori e le autorità di settore europee e nazionali.

Le sette strategie della finanza sostenibile

La messa a punto di questo vademecum si deve all’Eurosif, il Forum europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili, che ha sintetizzato in sette punti i principi-chiave della finanza sostenibile.

Investimenti tematici. Si parla in questo caso di capitali investiti in settori come l’efficienza energetica, la salute, le energie rinnovabili.

Investimenti “best in class”, ovvero la scelta di aziende che possono contare su performance Esg di primo livello.

Rispetto degli standard internazionali, quindi la decisione di investire in imprese e in aree geografiche dove si assicura il rispetto di alcune fondamentali convenzioni Onu o di agenzie delle Nazioni Unite.

Esclusioni. Si tratta di un approccio molto diffuso nella finanza sostenibile, che prevede che non si investa in settori generalmente considerati come “poco etici”, dal tabacco agli armamenti alla pornografia, solo per fare qualche esempio.

Integrazione delle istanze ESG nell’analisi finanziaria. E’ un principio che prevede che l’analisi finanziaria tradizionale possa essere allargata anche ai criteri Esg.

Engagement. Questo principio prevede un coinvolgimento diretto dell’investitore nelle scelte ambientali, sociali o di governance di un’azienda, attraverso il dialogo con il management o con il diritto di voto nell’assemblea degli azionisti.

Impact investing. Il principio in questo caso è quello di investire in aziende, fondi e organizzazioni avendo ben chiaro l’obiettivo di generare, oltre al ritorno finanziario, anche un risultato ambientale e sociale positivo, che possa essere misurabile.

La strategia dell’Unione europea per la finanza sostenibile

Uno dei primi interventi per indirizzare i flussi di capitale nella direzione degli investimenti sostenibili era stato deciso dall’Ue a inizio 2018, con la pubblicazione dell’Action Plan Financing Sustainable Growth. Ma il vero e proprio cambio di passo è avvenuto con la Sustainable Financial Strategy 2.0, che ha anche l’obiettivo di gestire i rischi finanziari che possono essere conseguenza ad esempio dei cambiamenti climatici, dall’esaurimento delle risorse, dal degrado ambientale e dalle questioni sociali, promuovendo contemporaneamente la trasparenza e contemplando una visione di lungo periodo per le attività economico-finanziarie. La strategia prevede tra l’altro una classificazione delle attività economiche eco-compatibili, concepita come guida per gli investitori che intendono orientare i propri investimenti verso attività in linea con gli obiettivi ambientali dell’UE, che dovrebbe entrare in vigore nel 2022. Del pacchetto di provvedimenti fanno parte anche i cosiddetti green bond, obbligazioni “verdi” destinate a finanziare attività economiche sostenibili grazie anche alla definizione di una “Eu Label”, marchio di qualità ecologica attribuito ai prodotti finanziari.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5