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ESG ed hedge fund: più amore che odio

Il nuovo rapporto di ricerca di Bnp Paribas esamina l’integrazione tra i fondi un tempo noti come “speculativi” e i fattori della sostenibilità e responsabilità d’impresa. Risultato? Entro la metà del 2022 nella maggior parte dei casi i due elementi si integreranno

25 Gen 2021

Veronica Balocco

Chi ha mai detto che hedge fund e fattori ESG non possano essere “amici”? Gli strascichi di un’atavica reputazione da fondi speculativi hanno il loro peso, questo è certo. Ma a ben guardare, nel quadro di un mondo che sta profondamente cambiando, anche prodotti come questi stanno assumendo una nuova identità. E le leve della sostenibilità, della responsabilità sociale, delle politiche di governance finiscono per diventare sempre più determinanti nelle strategie di investimento a largo spettro.

Che alcuni segmenti di investitori hedge tradizionali abbiano fatto passi avanti nell’adozione di fattori ESG nei loro quadri di investimento non è dunque più una novità. Ma in che modo e in che misura gli hedge fund stanno concretamente rispondendo al cambiamento? A dare una risposta ha provato il sondaggio recentemente commissionato da Pnb Paribas, dal quale emerge – alla fine di tutto – una previsione in grado di dare al fenomeno la giusta veste epocale: entro la metà del 2022, si dice infatti, la maggior parte degli hedge fund integrerà gli approcci ESG.

“Barriere chiave” per il 60% degli hedge fund

Il sondaggio, che includeva 53 hedge fund con un patrimonio gestito combinato di oltre mezzo trilione di dollari, ha rilevato che il 40% attualmente include considerazioni ESG nel proprio processo di investimento, mentre il 60% ancora non lo fa. Nota interessante: secondo il sondaggio, lo squilibrio non è semplicemente una questione di mancanza di convinzione degli hedge fund sull’importanza dell’integrazione dei fattori ESG per un futuro sostenibile, ma la dimostrazione dell’esistenza di “barriere chiave che hanno ritardato l’integrazione”. Ad esempio, il 67% degli intervistati cita i fattori sociali come i più difficili da analizzare e incorporare. Ma influisce anche il “divario d’azione” tra la familiarità dei prodotti sostenibili e la loro diffusione.

Un percorso iniziato solo nel 2018

Nonostante ciò, un dato chiave che emerge dal rapporto è che gli hedge fund si stanno avvicinando al punto di svolta dell’integrazione ESG. Sebbene la maggior parte dei fondi presi in considerazione attualmente non integri ESG, buona parte di coloro che lo fanno hanno iniziato a integrarli solo dal 2018. Su questa traiettoria, afferma Bnp Paribas, entro la metà del 2022 la maggior parte degli hedge fund integrerà approcci ESG, ma probabilmente prima.

Il rapporto esamina anche i fattori chiave alla base dell’attuale integrazione, come la domanda dei clienti e la convinzione che l’ESG abbia un impatto positivo sul rischio-rendimento. I driver futuri continueranno inoltre a plasmare la risposta del settore ai fattori ESG, come la ripresa del Covid-19 e un panorama normativo ESG in evoluzione.
L’indagine ESG sugli hedge fund è un’ulteriore espansione della ricerca di Bnp Paribas sugli investimenti ESG e fa seguito a precedenti indagini sulla gestione patrimoniale e sui proprietari condotte nel 2017 e 2019. Analogamente all’indagine del 2019, questo studio sugli hedge fund ha anche rilevato che i fattori sociali e la gestione dei dati rimangono le sfide più attuali.

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