Food System

Verso l’ESG nella filiera agroalimentare: più agricoltura sostenibile e meno food waste 

Secondo Jim Collins, CEO di Corteva Agriscience le priorità del post-Covid19 sono nella “collaborazione alla progettazione di sistemi alimentari olistici e sostenibili in grado di produrre cibo per tutti in modo sostenibile, rispondendo al contempo alle nuove necessità e alle nuove richieste dei consumatori”

20 Gen 2021

Redazione ESG360

Per molti osservatori il tema della sostenibilità ambientale e della gestione delle risorse ha trovato nell’emergenza Covid-19 e nei diversi lockdown un punto di svolta fondamentale. La percezione dei rischi connessi legati all’ambiente in generale è cresciuta ed è cresciuta la consapevolezza che tutti abbiamo la responsabilità di agire. Si colloca in questo contesto la posizione di Corteva Agroscience che in particolare tiene a sottolineare la necessità di prestare attenzione a due fattori fondamentali: l’impegno di più nazioni verso un’agricoltura sostenibile e la maggiore efficienza nel sistema globale di approvvigionamento alimentare. 

Serve un impegno speciale sulla sostenibilità per rinnovare la filiera agroalimentare

Jim Collins, CEO di Corteva Agriscience

In particolare la posizione della società arriva da Jim Collins, CEO di Corteva Agriscience, in una dichiarazione rilasciata in occasione del Financial Times Global Food Systems Summit 2020 evento dedicato all’innovazione nella filiera agroalimentare e alla necessità di mobilitare gli investimenti nel settore food globale per rispondere agli effetti della pandemia e – appunto –  per lavorare alla riduzione degli impatti ecologici e sociali negativi.

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“Sicurezza alimentare globale, eventi climatici estremi, disordine sociale, uguaglianza economica e la pandemia stessa hanno creato le basi in agricoltura per colmare carenze ignorate da anni nella catena alimentare globale. Tutto il lavoro che svolgiamo oggi ci consentirà di effettuare cambiamenti nel lungo termine e avrà un impatto positivo nella catena alimentare. E’ necessario collaborare alla progettazione di sistemi alimentari olistici e sostenibili che sfamino tutti, rispondendo al contempo alle mutate necessità e richieste dei consumatori” dichiara Collins. 

14 obiettivi nei prossimi 10 anni per un piano Sostenibilità 2030

Collins sottolinea l’impegno di Corteva Agriscience che ha fissato 14 obiettivi di sostenibilità da raggiungere nei prossimi 10 anni inserendoli nella strategia aziendale di Sostenibilità 2030. Quattro sono i pilastri fondamentali: obiettivi a vantaggio degli agricoltori, della terra e del territorio, obiettivi a vantaggio delle comunità e a vantaggio delle attività aziendali. 

Ai target descritti ampiamente in questo articolo, aggiungiamo la commercializzazione in Europa dello stabilizzatore di azoto N-Lock, per una migliore qualità dell’acqua e una riduzione del 40% delle emissioni di gas serra dei fertilizzanti; investimenti in soluzioni biologiche o di origine naturale per la protezione delle colture; la partnership con il gruppo britannico LEAF per la sostenibilità ambientale dell’attività agricola che fornirà tre anni di formazione, supporto tecnico e assistenza agli agricoltori che ambiscono a diventare leader di settore nell’agricoltura sostenibile. 

L’importanza di ridurre il food waste 

Collins ha poi sottolineato che il problema degli sprechi alimentari si è creato in un periodo in cui più persone che mai soffrono la fame a causa del Covid-19. La Banca Mondiale segnala che l’impatto economico della pandemia potrebbe condurre circa 100 milioni di persone alla povertà, e aggiunge che da quando si è diffuso, oltre 1 milione di persone sono morte di Covid, ma nello stesso periodo, più di 7 milioni di persone sono morte di fame.

Corteva si è impegnata a lavorare con i partner per promuovere decisioni politiche basate sulla scienza, che permettano agli agricoltori di produrre cibo nutriente a sufficienza per una popolazione in crescita.Gli oltre 20.000 dipendenti di Corteva nel mondo si sono impegnati per ridurre gli 1,3 miliardi di tonnellate di scarti alimentari accumulati nel mondo. I nostri team, clienti e partner lavorano alacremente per reindirizzare quegli approvvigionamenti e fornire il giusto sostentamento a 2 miliardi di persone” conclude Collins. 

Immagine fornita da Shutterstock.

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