Environment

Climate change: il ruolo del Climate & Sustainability Consortium (MCSC) del MIT

Il Massachusetts Institute of Technology entra nella partita globale contro i cambiamenti climatici, mettendo in rete i leader mondiali della sostenibilità per aumentare la conoscenza di tutti gli attori e per creare soluzioni su larga scala che ispirino anche le realtà minori

18 Feb 2021

Redazione ESG360

Neppure il MIT, il celeberrimo Massachusetts Institute of Technology, sfugge al confronto globale sui cambiamenti climatici. E fa la sua parte con un’iniziativa che guarda dritta al futuro sulla base di una vision dirompente: “Sviluppare soluzioni rivoluzionarie che possano realizzare importanti progressi globali nel giro di pochi decenni”. Il risultato si racchiude nel MIT Climate & Sustainability Consortium (MCSC), nuova alleanza d’azione fra vari leader della sostenibilità provenienti da un’ampia gamma di settori, nata con l’obiettivo di accelerare in modo decisivo l’implementazione di soluzioni realistiche e su larga scala al problema incombente del climate change.

“Sappiamo che le tecnologie esistenti, l’istruzione pubblica e le decisioni politiche giocheranno un ruolo importante nel raggiungimento delle zero emissioni nette – afferma l’MIT -, ma da sole queste non saranno sufficienti. Noi crediamo invece che i progressi innovativi saranno essenziali”. Ecco, dunque, perché con quale scopo nasce il Consortium: promuovere la collaborazione fra i maggiori protagonisti del tessuto economico per costruire un futuro più sostenibile.“Il Mcsc – chiarisce l’Istituto – unisce aziende altrettanto motivate, altamente creative e influenti per lavorare con il MIT nell’intendo di immaginare un processo completo, un mercato e una strategia di implementazione ambiziosa per l’innovazione ambientale”.

Obiettivo: guidare cambiamenti rapidi e ampi per vincere la sfida

In un contesto in cui le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico toccano già ogni angolo dell’economia globale, mentre molte industrie sono già impegnate a cercare soluzioni, fissare obiettivi e fare progressi, esistono ancora numerosi settori in cui i lavori devono ancora iniziare. “Stimolando l’accelerazione dei progressi e l’incrocio delle best practise – spiega l’MIT -, il Mcsc mira a guidare cambiamenti rapidi e sufficientemente ampi da soddisfare le dimensioni della sfida climatica”.
Il Consorzio nasce quindi con l’intento di generare soluzioni ambientali durature che includano principi di equità sociale, in modo che tutti abbiano accesso a una migliore qualità della vita e al benessere sociale. “La strategia – viene chiarito – enfatizzerà la prototipazione rapida, la formazione di leader che possano impegnarsi in tutte le discipline e la generazione di onde di cambiamento inclusivo all’interno e tra i vari settori”.

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Per fare tutto questo, tuttavia, il tempo scarseggia. E occorre affrettarsi. “Per prevenire gli effetti più distruttivi e irreversibili del cambiamento climatico globale servono azioni rapide – spiegano dall’Mcsc -: abbiamo meno di 30 anni per aumentare la quota di energia a zero emissioni di carbonio oltre il 300% rispetto al suo livello nel 2010”.
In un simile contesto, cambiare i sistemi globali abbastanza velocemente da avere effetto richiederà le immense leve delle industrie più consolidate. Al MIT, una convinzione fondamentale è che lavorare con l’industria offra un modo per vedere e risolvere i problemi più importanti dell’umanità. Nel confronto sugli sforzi a difesa del clima, inoltre, l’MIT ha l’opportunità di apportare un contributo fatto di visioni ampie distintive: dalla modellazione climatica ai materiali a basse emissioni di carbonio, dall’energia alternativa all’intelligenza artificiale all’architettura e al design, dallo stoccaggio di energia allo sviluppo urbano e alla pianificazione, dall’ingegneria dei sistemi alle supply chain resilienti, sino alla finanza sostenibile.

Una posizione di forza per accelerare il progresso climatico

L’Mcsc nasce proprio combinando questi punti di forza con le innumerevoli connessioni intersettoriali dell’Istituto: il Massachusetts Institute of Technology si trova infatti nella privilegiata posizione di poter riunire leader di dozzine di settori, tutti già orientati ai criteri ESG, aiutarli a superare gli ostacoli sul percorso verso Net Zero e offrire la conoscenza tecnica, la progettazione del sistema e il supporto organizzativo per raggiungere i loro ambiziosi obiettivi.

Il MIT Climate and sustainability Consortium punta a coinvolgere sempre più aziende di un’ampia gamma di settori – dall’aviazione all’agricoltura, dal software all’elettronica, dalla produzione chimica al tessile – pronte a farsi parte attiva contro il cambiamento climatico. “Con catene di fornitura profonde e spesso di portata globale, le aziende associate al Mcsc sono in una posizione di forza per aiutare a guidare e accelerare il progresso climatico – conclude l’MIT -. Questi leader possono sia aiutare a ispirare un cambiamento trasformativo all’interno dei propri settori sia dimostrare il valore di lavorare insieme, attraverso i comparti, su larga scala”.

Al contempo, le aziende associate al Mcsc, rappresentando il cuore del capitale globale, si impegnano non solo a lavorare con il MIT ma anche tra di loro, per affrontare la sfida climatica con l’urgenza necessaria per realizzare i loro obiettivi e per essere parte della risoluzione di questa minaccia esistenziale per la società.

I membri

  • Accenture
  • Apple
  • Boeing
  • Cargill
  • Dow
  • IBM
  • Inditex
  • LafargeHolcim
  • MathWorks
  • Nexplore-Hochtief
  • PepsiCo
  • Rand-Whitnwy Containerboard, Kraft Group
  • Verizon

Immagine fornita da Shutterstock

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