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Accenture: “Digitale e sostenibilità le chiavi per superare la crisi”

La ricerca realizzata per Davos 2021 punta l’attenzione sugli scenari post-pandemia: le aziende che affronteranno la transizione tecnologica e “green” saranno le prime a lasciarsi alle spalle le difficoltà causate dal Covid-19. Ma per tornare ai livelli precedenti all’emergenza ci vorranno in media 18 mesi

26 Gen 2021

Redazione ESG360

Se c’è una ricetta che consentirà alle aziende di superare il più velocemente possibile gli scenari di crisi causati dall’emergenza Covid-19, questa ha due ingredienti fondamentali: la transizione al digitale e alla sostenibilità. E’ quanto emerge dalla ricerca “The European Double Up: A twin strategy that will strengthen competitiveness”, presentata da Accenture nella cornice di Davos 2021. Quanto ai tempi necessari per tornare ai livelli pre-pandemia, secondo lo studio che ha preso in esame le risposte dei leader delle aziende con base in Europa saranno necessari circa 18 mesi.

Analizzando gli ultimi 12 mesi, inoltre, la ricerca evidenzia come il 49% del campione abbia dovuto affrontare una situazione economica con ricavi e profitti in calo, mentre non si evidenziano miglioramenti possibili per il prossimo anno. Un altro 19% ha invece contato su performance finanziarie ottime, anche se la prospettiva rimane negativa per il prossimi 12 mesi. Infine un terzo del campione, per l’esattezza il 32%, che viene definita nello studio come la parte in cui si trovano “i leader di domani”, prospetta un aumento dei profitti da qui a un anno.

Dato questo quadro generale c’è però da evidenziare che le imprese che si sono mosse per prime sull’adozione del digitale e di azioni indirizzate alla sostenibilità hanno una  probabilità 2,5 volte maggiore rispetto ai concorrenti di rientrare nel gruppo dei “leader di domani”, recuperando quindi più velocemente rispetto al periodo difficile attraversato durante l’esplosione della pandemia.

“La trasformazione digitale ha caratterizzato il panorama delle imprese nel decennio del 2010 e le società che hanno avviato la trasformazione rapidamente e su grande scala sono risultate vincenti – sottolinea Jean-Marc Ollagnier, Ceo di Accenture Europa – Il nuovo decennio porterà una nuova ondata di cambiamenti per le imprese, cambiamenti che saranno definiti dalla transizione alla sostenibilità. Il modo in cui le imprese europee sapranno attuare questa ‘strategia congiunta’ determinerà la rapidità con cui riusciranno ad uscire dalla crisi e come si posizioneranno per sostenere lo sviluppo nel post Covid”.

Andando da analizzare più nello specifico la propensione agli investimenti delle aziende europee, dalla ricerca emerge che il 45% del campione dà priorità alla trasformazione digitale e alla sostenibilità. Il 40% ha in programma di investire nell’intelligenza artificiale, il 37% nel cloud e il 31% sta ri-orientando le proprie strategie indirizzandosi a modelli di business “sostenibili”.

Le aziende europee inoltre mostrano di confidare nelle proprie capacità, con il 45% che vede alla propria portata la possibilità di centrare gli obiettivi di crescita fissati per il 2021. Tra le più ottimiste ci sono le imprese con base nel Regno Unito (59%), in Francia (52%) e in Germania (31%).

“Anche le aziende che riconoscono le opportunità che derivano dall’accelerare la propria transizione al digitale e alla sostenibilità incontrano degli ostacoli nei diversi stadi del percorso verso la ‘twin transformation’ – spiega Fabio Benasso (nella foto a fianco), presidente e amministratore delegato di Accenture Italia – Fra le maggiori sfide, troviamo sicuramente la definizione di un modello di business efficace per realizzare prodotti sostenibili, la liberazione di risorse e la capacità di passare rapidamente da progetti pilota ad iniziative su grande scala che coinvolgono l’intera società”.

Per avere successo nella twin trasformation le aziende dovranno essere capaci secondo lo studio di mettere in campo modelli di business ecosistemici, orientati alla sostenibilità e abilitati dalla tecnologia, unendo le risorse per trasformare le applicazioni tecnologiche in pratiche sostenibili. E infine dovranno essere in grado di guidare, abilitare e coltivare il talento, garantendo il continuo livello di occupazione delle proprie risorse, impegnandosi a fondo nella loro riqualificazione e nell’aggiornamento continuo delle loro competenze nella consapevolezza che formare e coltivare talenti sia fondamentale affinché la trasformazione sia un valore tangibile per l’impresa.

“C’è un motivo per cui il Dna ha la forma di una doppia elica – conclude Benasso – La struttura a spirale della molecola che è alla base della vita è di importanza critica per la replica, l’adattamento e la crescita. È una metafora potente anche per le imprese che sono nel mezzo di due transizioni parallele: la digital transformation e la sostenibilità. Le aziende che continuano a percorrere strade già battute saranno spettatrici impotenti dei concorrenti che diventeranno sempre più competitivi sfruttando il dinamismo alla base del loro Dna. In alternativa, possono seguirne l’esempio e liberare il valore che si trova nella fusione tra le tecnologie più innovative e i tradizionali punti di forza dell’Europa quali sostenibilità e solidarietà”.

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