Environmental report: i 30 anni di impegno verso la sostenibilità di IBM

Dalla trentesima edizione dell’Environmental Report uscita nel 2020 la fotografia di un percorso di sensibilizzazione in continua crescita, a partire dagli esordi all’inizio degli anni Settanta. Sono stati avviati 1.660 progetti di risparmio energetico in quasi 230 sedi in tutto il mondo con la creazione di un patrimonio di esperienze che ha consentito un risparmio energetico annuale del 3,2% del consumo energetico totale nel 2019 superando l’obiettivo aziendale del 3%, mentre il consumo energetico totale è stato ridotto del 4,5% rispetto al 2018

20 Gen 2021

Mauro Bellini

Direttore Responsabile ESG360.it e Direttore testate verticali Network Digital360

Il rapporto e l’impegno sui temi della sostenibilità sono uno dei tratti distintivi di IBM da ormai mezzo secolo. E qualche mese fa, con la trentesima edizione dell’Environmental Report aziendale, l’azienda ha scattato la ormai consueta fotografia dell’impegno del gruppo sui temi dell’ambiente. Un’immagine che sottolinea un impegno che è oggi, in un momento storico tanto anomalo, ancora più forte e importante.

“La nostra prima dichiarazione di politica ambientale aziendale risale al 1971 – racconta il presidente Jim Whitehurst -. Da allora abbiamo compiuto progressi significativi nella gestione dei tanti parametri che caratterizzano i temi della sostenibilità: dalla gestione dei rifiuti al risparmio energetico, dall’utilizzo di fonti di energia rinnovabile alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica per non dimentica il costante aiuto e supporto ai clienti nella costruzione di un futuro sostenibile”.
Oggi, però, lo scenario è cambiato. Il momento è unico: ecco perché, nonostante l’attenzione dell’impresa a questi temi sia consolidata e nota, il Report questa volta apre le porte a un’Era inedita e impensata. Complice la pandemia da Covid-19, “questo momento storico costituisce un rinnovato mandato verso il cambiamento – chiarisce Whitehurst -: un’opportunità non solo per ricostruire, ma per ricostruire in modo più intelligente, per rendere il nostro mondo più sostenibile rafforzando il nostro impegno per la leadership ambientale”.

Precursori della rendicontazione ambientale d’impresa

Le linee tracciate in tanti anni di impegno vengono dunque rinnovate e rese ancor più vivide dall’edizione 2020 del report, che in poche righe inquadra la storia e la vision di IBM sul tema: “Oltre ad essere una delle prime società multinazionali a produrre un proprio rapporto ambientale – puntualizza il presidente -, come IBM abbiamo anche guidato la creazione delle prime linee guida intersettoriali per la rendicontazione ambientale aziendale volontaria all’inizio degli anni ’90. Lavorando con altre nove aziende e con la Coalition for environmentally responsible economies (CERES), abbiamo pubblicato le linee guida Peri (Public environmental reporting Initiative) nel 1994. Queste linee guida hanno segnato l’inizio di quella che da allora è diventata una pratica commerciale comune per molte aziende”.

Un impegno dell’intero ecosistema

Internamente, il ragionamento si estende all’intero ecosistema. E influenza le operazioni di tutto il gruppo: “Il sistema di gestione ambientale globale di IBM è parte integrante delle nostre pratiche aziendali – spiega ancora Whitehurst -. Coinvolge persone il cui lavoro quotidiano non riguarda l’ambiente in sé, ma le cui decisioni e il cui lavoro hanno un impatto sull’ambiente. E istituzionalizza la responsabilità ambientale nel tessuto della cultura della nostra azienda”.

In termini quantitativi, i riscontri dell’impegno del gruppo in ottica ambientale sono evidenti.
Solo nel 2019, le emissioni operative di CO2 sono state ridotte dell’11,1% rispetto al 2018, corrispondente a una riduzione del 39,7% rispetto all’anno base 2005 (“raggiungendo quasi il nostro obiettivo 2025”, puntualizza il presidente”).
Non è tutto. Il 47% dell’elettricità consumata nelle attività di IBM proviene da fonti rinnovabili “e siamo sulla buona strada per raggiungere il nostro obiettivo del 55% entro il 2025”. In questo quadro, l’azienda ha implementato 1.660 progetti di risparmio energetico in quasi 230 sedi in tutto il mondo: un patrimonio di esperienze che ha consentito un risparmio energetico annuale di 136mila MWh, “pari al 3,2% del nostro consumo energetico totale nel 2019 e superando l’obiettivo aziendale del 3%”. In questo modo si sono evitate 47mila tonnellate di emissioni di CO2, equivalenti a oltre di 10mila veicoli in meno sulle  strade durante l’anno.
“Il nostro consumo energetico totale – conclude il presidente – è stato ridotto del 4,5% rispetto al 2018”.

Il primo rapporto ambientale di IBM arriva nel 1990

Nella lettera di presentazione del primo rapporto ambientale di IBM pubblicato nel 1990, John Akers, allora presidente e Ceo, delineava già il preludio delle future linee d’azione: “L’azienda ha sempre considerato come assolutamente fondamentali le proprie responsabilità ambientali. E lo faremo sempre. La nostra continua determinazione è condurre la nostra attività nel modo più sicuro possibile e utilizzare la nostra tecnologia per aiutare a preservare il fragile ecosistema della Terra”.
Sulla scia di quelle parole, il trentesimo rapporto ambientale del 2020 segna la prosecuzione di un impegno che non si è mai arrestato. E racconta di una politica ambientale aziendale capace di fornire spunti strategici per l’EMS (Environment management system) di tutta l’azienda, indicando undici obiettivi di gestione delle ripercussioni ambientali delle varie attività.

La natura e la tipologia degli EMS di IBM sono unici nel settore IT. Non a caso, nel 1997 IBM è diventata la prima grande azienda multinazionale a ottenere la registrazione del proprio EMS nello standard dei sistemi di gestione ambientale ISO 14001 dell’Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) e da allora la registrazione è stata ampliata e mantenuta. L’ambito dell’EMS di IBM copre la progettazione e lo sviluppo di prodotti hardware, la produzione, l’approvvigionamento e le operazioni logistiche globali dell’azienda in tutto il mondo. Copre anche i Global asset recovery services e le organizzazioni Global services.

A questo si affianca il crescente impegno dell’azienda in termini energetici, con attenzione anche ai materiali utilizzati nelle operazioni e al loro potenziale impatto sull’ambiente. Già nel 1974 il gruppo aveva emesso una politica aziendale formale che richiedeva la conservazione di energia e materiali in tutte le attività di IBM. Quando poi ISO ha emesso lo standard 50001 sui sistemi di gestione dell’energia, nel giugno 2011, IBM ha ottenuto la verifica della conformità del proprio EMS rispetto a questo standard a meno di un anno dal suo rilascio e da allora lo ha mantenuto.

Monitoraggio e misura dell’effettiva attuazione dei suoi requisiti EMS

Ma qual è il segreto dietro tanta costanza? La serietà dei controlli. IBM, afferma il report, utilizza una varietà di meccanismi per il monitoraggio e la misura dell’effettiva attuazione dei suoi requisiti EMS. Questi includono autovalutazioni annuali complete da parte delle funzioni aziendali, audit interni condotti dalla funzione di audit aziendale di IBM e audit ISO 14001 condotti da revisori di terze parti.
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